Nanjing


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Nanjing, conosciuta anche come Nanchino, è il capoluogo del Jiangsu e sorge nell’area sud-occidentale della provincia, nel tratto inferiore del Fiume Yangzi. La città, che attualmente conta più di 5.200.000 abitanti, è una delle più belle e prospere di tutta la Cina, essendo ricca di ampi viali alberati, condomini eleganti e grattacieli mozzafiato, oltre ad essere immersa in un paesaggio suggestivo fatto di laghi, foreste e fiumi. A tutto questo si aggiunge una storia molto antica, che ha visto la città divenire capitale della nazione per ben due volte: durante i primi anni della dinastia Ming (1368-1644) e agli inizi del XX secolo, quando divenne sede del governo della Repubblica Cinese. L’attuale Nanjing si presenta come una metropoli cosmopolita in cui convivono vecchio e nuovo, palazzi decadenti e giganteschi centri commerciali, con l’eccellenza della rinomata università che richiama un folto numero di studenti anche stranieri. 

Come testimoniano diversi siti preistorici scoperti in città, la zona dell’odierna Nanjing è abitata da circa 5.000 anni. Tuttavia, i primi documenti storici risalgono al periodo degli Stati Combattenti (453-221 a.C.), epoca in cui il centro fu conteso per via della sua posizione strategica. Nel VI secolo, però, una serie di calamità si abbatté su Nanjing, che dapprima fu colpita da inondazioni e incendi, poi fu teatro di rivolte contadine e battaglie militari. Dopo l’avvento della dinastia Sui (589-618 d.C.) che stabilì la capitale imperiale a Xi’an, la città fu rasa al suolo, perdendo parte della sua eredità storica. Nel XIX secolo le guerre dell’Oppio portarono gli inglesi a Nanjing, dove fu firmato il primo dei “trattati ineguali” che aprirono diversi porti cinesi al commercio estero, costringendo la Cina a pagare un enorme risarcimento di guerra e a cedere ufficialmente l’Isola di Hong Kong alla Gran Bretagna. 


La maggior parte dei siti di interesse storico di Nanjing si trova sul Zijin Shan, il “Monte Zijin” o “Colle di Porpora e d’Oro”, un’altura dalla folta vegetazione che sorge sul margine orientale del centro e che in estate offre un fresco rifugio dal caldo e dall’umidità. Con una corsa di mezz’ora in funivia si arriva sulla cima del colle, alto 448 metri, da cui si può ammirare un panorama suggestivo, anche se talvolta la nebbia offusca l’orizzonte. Nei pressi della vetta sorge un osservatorio, che ospita una notevole collezione di strumenti astronomici in bronzo risalenti alle dinastie Ming e Qing, ma l’attenzione dei visitatori ricade soprattutto sul Mausoleo di Sun Yatsen, dedicato a colui che è considerato il padre della Cina moderna sia dai comunisti che dai nazionalisti: il dottor Sun. Costruito a meno di un anno di distanza dalla morte, avvenuta a Pechino nel 1925, il mausoleo non rispecchia l’umiltà di questo grande uomo, tuttavia rappresenta un’interessante testimonianza architettonica in quanto è costruito in stile Ming e presenta finiture di grande pregio. Un’altra tomba sorge sulle pendici meridionali del Monte Zijin: la Ming Xiaoling, la tomba dell’imperatore Zhu Yuanzhang. Quest’ultima, eretta nel XIV secolo, è caratterizzata dalla presenza di una serie di cortili messi in comunicazione da un percorso lastricato che consente di immettersi anche nella cosiddetta Area panoramica del Ming Xiaoling. 
Eretto nel 1381, durante la dinastia Ming, il grande Tempio Linggu ospita uno degli edifici più interessanti di tutta la città: il Padiglione senza Travi, così chiamato perché realizzato interamente in mattoni e pietra senza travi di sostegno; il padiglione, che negli anni ’30 del Novecento fu trasformato in un monumento commemorativo ai martiri della resistenza antigiapponese, presenta un bel soffitto a volta e un grande basamento in pietra su cui un tempo poggiavano alcune statue buddhiste. Seguendo la strada che costeggia l’edificio, dopo aver salito due rampe di scale, si giunge all’incantevole Padiglione del Vento dei Pini, in origine dedicato a Guanyin in quanto parte del Tempio Linggu. Non molto lontano si estendono i labirintici giardini botanici, inaugurati nel 1929 e ancora tenuti con molta cura, che occupano un’area complessiva di 186 ettari e ospitano oltre 3.000 specie vegetali tra cui rose, piante medicinali e numerose bonsai. 

Per quanto riguarda l’offerta museale, Nanjing non è seconda a quasi nessun’altra città cinese, potendo vantare una lunga serie di allestimenti molto diversi tra loro, ma ugualmente suggestivi. Uno dei più conosciuti è il Museo di Storia del Celeste Impero Taiping, che espone cartine che illustrano il percorso seguito dall’esercito Taiping dal Guangdong, alcuni sigilli di Hong Xiuquan, monete e armi dei Taiping, ma soprattutto numerosi testi che descrivono la riforma agraria, le leggi sociali, la politica culturale e le divisioni in seno alla leadership, gli attacchi dei Manciù e degli stranieri e la caduta di Nanjing del 1864. Situato all’interno delle mura orientali della città, l’enorme Museo di Nanjing è probabilmente il museo più rinomato dell’insediamento, potendo vantare una collezione di manufatti che risalgono al periodo compreso tra il Neolitico e l’era del comunismo. Molto bello è anche il Museo di Storia del Trattato, dove è custodita una piccola raccolta di fotografie, cartine e ritagli di giornale su Trattati di Nanchino, così come il Museo Commemorativo del Massacro di Nanjing, che contiene un’inquietante documentazione delle atrocità commesse dai militari giapponesi nei confronti della popolazione civile durante l’occupazione di Nanjing del 1937. Da non perdere, infine, la Galleria d’Arte del Jiangsu, che organizza mostre temporanee di acquerelli e inchiostri di artisti locali. 

Spostandosi nei pressi del fiume Yangzi si potranno ammirare altre interessanti attrattive di Nanjing, molte delle quali di carattere storico-architettonico. A testimoniare lo splendore raggiunto sotto la dinastia Ming vi è l’antica cinta muraria a cinque piani che, con i suoi 33 chilometri di lunghezza, era la più estesa del mondo, mentre oggi ne restano in piedi all’incirca due terzi. Solo alcune delle 13 porte originarie della città Ming sono sopravvissute fino ai giorni nostri; tra queste ci sono la Porta Centrale a nord e la Porta Zhonghua a sud. Una grande valenza storica è tutt’ora rivestita dalle rovine del Palazzo Ming, che in passato dovette essere una magnifica residenza, presa a modello per il Palazzo Imperiale di Pechino. Di fatto dell’intero complesso rimangono solo i Ponti dei Cinque Dragoni, cioè i cinque ponti in marmo posti l’uno accanto all’altro, i ruderi dell’antica Porta Wu e gli enormi basamenti delle colonne dei singoli edifici. Vicino alle mura e al Lago Xuanwu c’è da visitare il bel Tempio Jiming, eretto nel 527 d.C. durante il periodo dei Tre Regni e poco distante dal Tempio Fuzi, un antico tempio confuciano danneggiato e ricostruito più volte nel corso della storia. Di fronte al tempio verso est c’è invece il Museo di Storia degli Esami Imperiali, alloggiato in un edificio di recente ricostruzione in cui un tempo gli studiosi trascorrevano mesi, o anni, all’interno di minuscole celle a studiare i classici del confucianesimo per prepararsi agli esami che consentivano l’accesso all’amministrazione pubblica. 

Tra gli eventi e le manifestazioni più importanti organizzate annualmente a Nanjing spicca il Nanjing International Plum Blossom Festival, che si tiene dall’ultimo sabato di febbraio al 18 marzo e richiama visitatori da tutta la nazione. La ricorrenza si svolge sul Monte Zijin, nei pressi del Ming Xiaoling, nella stagione in cui gli alberi si rivestono di graziosi fiori rosa e bianchi. 

Il clima è subtropicale, caldo e umido in estate, tra maggio e agosto, mentre in inverno, da dicembre a febbraio, quando la visibilità può divenire nulla a causa della fitta nebbia, le giornate sono piuttosto fredde. Le quattro stagioni sono nettamente suddivise tra loro per effetto del monsone asiatico, foriero di piogge concentrate quasi esclusivamente tra maggio e settembre, quando cadono complessivamente più di 650 mm di pioggia a fronte di un totale annuo di circa 1.000 mm. L’autunno, da settembre a novembre, è il periodo più secco dell’anno, nonché il migliore per visitare Nanjing e la provincia del Jiangsu. 

Il Lokou International Airport, situato circa un’ora a sud del centro, è l’aeroporto più importante della provincia ed è collegato quotidianamente a tutte le maggiori città della Cina e a Hong Kong. Dall’autostazione Zhongyang Men partono ogni giorno tantissimi autobus a lunga percorrenza, mentre alla stazione orientale fanno scalo i mezzi diretti a Zhenjiang, Wuxi e Yangzhou. La stazione ferroviaria è una delle fermate principali sulla linea che collegaPechino a Shanghai; ogni giorno quattro treni espresso effettuano servizio tra Nanjing e Shanghai, mentre molti altri convogli consentono di raggiungere in breve tempo e a costi ragionevoli quasi tutte le più importanti metropoli del paese. Per quanto concerne i trasporti locali, Nanjing dispone di una nuova ed efficiente metropolitana che attraversa tutto il centro.

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